Brazil, di Terry Gilliam

Pubblicato il | luglio 11, 2005 | 10 Comments

Non ho trovato argomento migliore per iniziare se non la passione (fissazione) attuale, il cinema e Terry Gilliam.
Terza prova alla regia per il regista inglese, Brazil, uno dei pochi film che non esito a definire capolavoro:
come stravolgere 1984 di Orwell, farcirlo di Kafka, Cronenberg, Fellini e sicuramente Gilliam. C’è tanto di suo, come tanto dell’umorismo dei Monty Python a velare in modo spassosissimo l’oscuro mondo che traspare assai chiaramente.

C’è da chiarire che Orwell è stato solo un punto di partenza per far partire l’immaginazione degli autori (oltre a Gilliam, Tom Stoppard e Charles McKeown). Qualcuno sostiene che la grandezza di Brazil sta nel fatto che si sia riusciti a tenere a freno la sterminata fantasia del *director*, lasciata invece a sé stessa in Paura e Delirio a Las Vegas, giudicato come eccessivo.
Non sono della stessa opinione: mi sarebbe piaciuto vedere un Brazil ancora più *spinto*, senza le interferenze dei produttori che hanno rischiato di stravolgere il film, e di non farlo uscire.

Tanti aspetti da analizzare: la fantascienza. La didascalia iniziale, ad esempio, è sicuramente di derivazione sci-fi, come molti tratti della società.

Gli effetti speciali: visti oggi fanno un po’ sorridere ma rendono benissimo l’idea del sogno *rivelatore* di Sam.

La scenografia: descrive fedelmente quell’atmosfera quasi *noir* che avvolge e travolge lo spettatore. Uno scenario che potrei definire post tante cose(moderno,atomico,nucleare…) che aiuta a creare in chi “visiona” l’opera la formazione (almeno, a me è successo ogni volta che l’ho visto) di un peso allo stomaco: un misto di rabbia, compassione e mille altri sentimenti anche contrastanti tra loro.

La comicità e le trovate : caratterizzano tutto il film edulcorando la fatalità di una società in cui tutto è controllato e analizzato (vedere il cerotto sul cane o “Consumers for Christ”)

Bob De Niro: ha il suo perché anche in questo ruolo (l’hacker contro il sistema) che potremmo definire secondario, ma fondamentale
nell’esperienza del protagonista. L’entrata in scena è la sua fine sono da antologia.

Jonathan Pryce: che interpretazione!
Caratterizza il personaggio magistralmente grazie a una mimica facciale azzeccata e una recitazione da premiare (ma se aspettiamo l’Academy…)

La musica e il titolo: la domanda che ricorre spesso è “Perché Brazil ?”. Tutto nasce da un soggiorno di Gilliam a Port Talbot (Galles), in una spiaggia polverosa, grigia se non nera. Il sole che tiepidamente illuminava la scena e un uomo che seduto sulla spiaggia ascoltava della musica molto allegra.
Da questo contrasto visivo, di sensazioni, nasce la volontà di dare il titolo a questo film caratterizzato da comicità (allegria?) inserità in un contesto nero che più di così…

Le citazioni cinematografiche: interminabili, dai fratelli Marx a Ridley Scott (Blade Runner), Casablanca, Metropolis…

Orwell: tutto parte da lui e i parallelismi son tanti. Nei personaggi: Sam-Winston, Julia-Jill, Jack-O’Brien, solo per citare i principali. Poi la società, il sogno, la ribellione al sistema.

La sfida: “Si può fare unfilm in cui l’happy end (little spoiler) è un uomo che impazzisce?” (Gilliam)

La (mia) speranza: è forse esagerata ma spero in un uscita di un montaggio diverso, pienamente gestito dal regista, ma dato il rapporto con le major cinematografiche credo non succederà mai.

La critica: si è accorta tardi della grandezza di questo film, ma è anche la stessa che ha aiutato tanto il regista a far uscire il film, vedendolo in anteprima a Los Angeles e votandolo come miglior film dell’anno anche se non era ancora uscito in sala.

Se ancora non bastasse, muovetevi, accattetevi questo film, è grandioso!

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Commenti

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10 Responses to “Brazil, di Terry Gilliam”

  1. utente anonimo
    luglio 11th, 2005 @ 7:54 pm

    la tua avventura blog non poteva cominciare diversamente, mi risparmio ogni superfluo commento sull’ottimo Film di T.G., nonchè sul libro a cui si ispira(l’ho appena terminato,favoloso)hai già provveduto, c’è ben poco da aggiungere. Quanto al Blog devi innanzitutto chiarirmi il significato del Nick, poi, se posso, ti consiglierei di cambiare il colore dello sfondo(”….sfond’ ‘u gunnu”)…dovresti edulcolorarlo! a menzus biere

    A.C.86

  2. utente anonimo
    luglio 11th, 2005 @ 7:57 pm

    ….”A Madrid è cambiata anche l’architettura, nell’età chiamata libertà duratura,io combatto co-co-con la mia cultura, vivo in periferia e non ho poi così paura!”

  3. JustAman
    luglio 11th, 2005 @ 10:44 pm

    Per il titolo, trovi risposta in parte su http://tinyurl.com/7j738...

    e l’altra parte è formata dal suono che producono queste poche parole e da un affermazione di auto commiserazione per la condizione umana (forse)

  4. utente anonimo
    luglio 12th, 2005 @ 5:50 pm

    Ieri 11/07 a Ollolai, o Macondo, è scoppiato l’ennesimo torneo di calcetto. Ad aprire le danze è stata l’attesissima gara tra bar azzura e bar maxia. La gara si è messa subito bene per i giovani di Tzicu Soro, il bomber Bussu dopo 1″ di gioco ha rotto l’equilibrio con un fendente da metà campo che ha lasciato di stucco gli avversari. La gara è stata un monologo azzurro, i giovani malos a ghirare non sono stati mai in apprensione e hanno gestito ottimamente la garagrazie anche all’encomiabile impegno dei gregari. Grande protagonista, come al solito, il N°10 Bussu, autore di ben 8 segnature e di un’azione da manuale con Columbu che, col suo splendido gol lancia la scalata alla classifica cannonieri…..Bussu è avvisato!

  5. utente anonimo
    luglio 12th, 2005 @ 6:25 pm

    …………..una consiglio:visita destranazionale.org

  6. JustAman
    luglio 12th, 2005 @ 10:57 pm

    “encomiabile impegno dei gregari”

    “Columbu … splendido gol”

    Frasi che entreranno nella storia del giornalismo sportivo.

    Ah, basta con i siti di destraaa!!!

    Ti stai fissando.

  7. pinuxbussu
    luglio 13th, 2005 @ 12:54 am

    Benvenuto nella blogosfera!

    Ah, “just a man” mi fa pensare a C’era una volta il west, quando Henry Fonda dice ad Armonica e Bronson risponde ecc ecc.

    E bravo il nostro utentuccio anonimo, con il suo commento-marchettone al bomber e ad un altro semisconosciuto…

  8. utente anonimo
    luglio 13th, 2005 @ 2:53 pm

    il suffisso che mi affibi ogni volta che scrivo fa veramente pena e mi sta ossessionando pinux!!!!!!!!

  9. utente anonimo
    luglio 13th, 2005 @ 4:07 pm

    Gran film, bel post. L’ho scoperto anni fa; era una recensione infilzata in una non meglio precisata dispensa per cinefili dell’ultimo minuto, stampata su carta riciclata. Mi coinvolse subito, nonostante gli anni rimane tristemente profetico e dissacratorio, come il romanzo dal quale trae ispirazione.

  10. JustAman
    luglio 13th, 2005 @ 8:30 pm

    Che onore avere il benvenuto da un blog star come pinuxbussu, ho notato anche il post sul tuo blog, grazie!

    Tralascio ogni commento sul bomber vero e su quello presunto che posta anche qui. Ah “anonimo”(che ne dici di registrarti?) bisogna avere 3 indizi per 1 prova. Segna stasera e alla prossima, poi ne riparliamo, poi!

    Ringrazio anche l’altro anonimo e concordo sulla grandezza del film.

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