Duel

Pubblicato il | marzo 8, 2006 | 4 Comments

In pochi giorni due importanti avvenimenti a favore (?) del centro sinistra. Prima l’ex cancelliere tedesco Kohl va a trovare Prodi (anche se è stata descritta come visita strettamente privata) in un momento cruciale della campagna elettorale dichiarando, a mio parere, implicitamente il sostegno al bolognese, anche se ci saremmo aspettati una preferenza per il cavaliere.

Quindi l’odierno editoriale di Paolo Mieli sul Corsera che ufficializza la posizione del suo giornale rispetto alle prossime elezioni.

Scrive Mieli: “il nostro giornale auspica un esito favorevole ad una delle due parti in competizione: il centrosinistra“.

Spiega la decisione con queste motivazioni: “Il governo ha dato l’impressione di essersi dedicato più alla soluzione delle proprie controversie interne e di aver badato più alle sorti personali del presidente del Consiglio che non a quelle del Paese”, “pensiamo che l’alternanza a Palazzo Chigi  faccia bene al nostro sistema politico”, “siamo convinti che la coalizione costruita da Romano Prodi abbia i titoli atti a governare al meglio per i prossimi cinque anni anche per il modo con il quale in questa campagna elettorale Prodi stesso ha affrontato le numerose contraddizioni interne”.

Il direttore dà il merito di tutto ciò a poche personalità: Rutelli, Fassino, Bertinotti, Pannella e Boselli perchè sono riusciti a traghettare i vecchi dc e i postcomunisti verso valori liberaldemocratici (Rutelli e Fassino) o a far approdare i propri verso la non-violenza (Bertinotti). Infine i radical-socialisti che “con il loro mix di laicismo temperato e istanze liberali rappresentano la novità più rilevante di questa campagna elettorale”.

Poi riserva l’ultima parte ai “consigli” per chi voterà cdl, esortando a preferire Udc e An a Forza Italia e Lega.

Niente male Mieli, finalmente un taglio netto alle ipocrisie e al dire-non dire, scegliendo (bene a mio giudizio…) il campo dove stare, così come fanno i grandi giornali di tutto il mondo. Ma siamo in Italia e gli avvenimenti positivi diventano scandalosi, e le reazioni in casa cdl non si fanno attendere: Casini trova questa scelta del Corriere “inconsueta per la politica italiana” (piacevolmente, dico io); Fini invece sostiene che “è l’ulteriore conferma di quanto sia fuori dalla realtà l’accusa rivolta dalla sinistra a Berlusconi di controllare l’informazione”. Se lo dice ancora magari ci crede pure lui.

Reazione in pieno stile forza italia di Cicchitto che accusa Mieli di voler fare “il direttore d’orchestra” e di avere  “l’ambizione di rimodellare il panorama politico italiano”, invitandolo ad “avere il coraggio di scendere in campo direttamente e non per interposto ‘Corriere’ “. Come al solito Forza Italia prova orrore di fronte a manifestazioni di libertà di stampa, ma ormai li conosciamo.

Metafore pallonare da parte di Calderoli ”un intervento a gamba tesa non sul pallone, ma direttamente sulla caviglia dell’arbitro, cioè del popolo”, “un classico fallo premeditato da espulsione, ma, si sa, quando la squadra vede il risultato della partita ribaltarsi nei minuti finali, anche il più consumato attaccante può perdere la testa e arrivare a colpire persino l’arbitro”.

Continua la fandonia goebbels-berlusconiana del recupero nei sondaggi…

Il direttore della Padania Paragone azzarda ipotesi di fantapolitica: “Da un anno e mezzo il ‘Corriere’ è palesemente schierato a sinistra, non mi stupisco della posizione assunta dal suo direttore. Tuttavia Mieli non è convinto dell’Unione, e sta lavorando a un progetto centrista che coinvolga Rutelli, Follini e Casini. Prodi l’ha già scaricato”.

La posizione più pacata e condivisibile a destra è quella di Pisanu: “Nulla da dire: il Corriere della Sera si schiera apertamente a favore di una parte politica e lo fa in coincidenza con l’avvio pratico della campagna elettorale. Avrei qualcosa da ridire invece sul tentativo di dividere lo schieramento di centrodestra indicando preferenze al suo interno. Ma il Corriere è un giornale libero, libero di fare le sue scelte. Ne risponderà ovviamente ai suoi lettori”. Bravo Beppe!

Ovvio che dall’altra parte siano tutti felici e contenti. Ecco quella che condivido maggiormente, di Fausto Bertinotti:

“Vorrei che facesse scuola. È importante che un grande soggetto politico e culturale, addirittura oggetto di scalate e di contesa, impegnato sempre nella difesa sua autonomia, abbia preso questa iniziativa. La trasparenza di un direttore che declina la sua posizione rende tutti più garantiti perchè non si nasconde e non mistifica. Non ha una posizione occulta, ma ai lettori dice la penso così. È un elemento di deontologia, lo dovrebbero fare tutti i direttori”.

Involontariamente comico invece Mastella che – come dimostrò a Porta a Porta con una formidabile reazione ripresa più volte da Blob – non ha senso delle proporzioni: “Mi dispiace soltanto che Mieli si dimentichi di un partito piccolo come l’Udeur. Ha altre idee per la testa, magari quella del partito democratico. Io fondamentalmente sono a favore di un partito democratico, ma per quello cristiano”.

Questa vicenda è l’ennesima dimostrazione di quanto sia atipico il nostro paese, che sembra scandalizzarsi solo quando accadono fatti positivi come questi, travisandoli e rendendoli ciò che non sono. Ho appena sentito Emilio Fede raccontare falsità sull’editoriale imputando al direttore di imporre una posizione a tutti i propri giornalisti. E dire che è tutto nero su bianco, altro che scripta manent…

Update: Negli ultimi minuti invece arriva la notizia che il Presidente del Consiglio dagli studi di Porta a Porta ha rinunciato alla conferenza stampa finale a lui riservata, così viene meno l’ostacolo principale che impediva il confronto tv tra i duellanti. Ora divento irreperibile per 2 ore per cause di forza rossonera…

Condividi:
  • Digg
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • FriendFeed
  • Technorati
  • Tumblr
  • Twitter
  • Wikio IT

Commenti

This website uses IntenseDebate comments, but they are not currently loaded because either your browser doesn't support JavaScript, or they didn't load fast enough.

4 Responses to “Duel”

  1. Fleurs
    marzo 9th, 2006 @ 10:03 am

    Tu credi che questa sinistra abbia i numeri per governare? E se vinceranno , diranno che lo sfacelo lasciato dal precedente governo è talmente grande che riuscire a governare l’Italia è un’ardua impresa. E saranno tronfi ogni volta che potranno nel ricordarci di aver riportato a casa le truppe!

    E si scorderanno che l’Italia è in recessione. Tra parentesi, voterò Irs se andrò a votare :-)

  2. JustAman
    marzo 10th, 2006 @ 2:41 am

    Purtroppo il panorama politico è quello che è, così per la solita logica del meno peggio non si può non votare a sinistra (o irs, io avrei levato anche il sorriso se legato a quell’affermazione).

    Se diranno che lo sfacelo lasciato da questo governo è enorme non diranno una bugia, ma sarò il primo a criticarli se useranno questo come scusa per i loro fallimenti.

    Sulle truppe stiamo a vedere se le ritirano…

    E no, non si scorderanno che l’Italia è in recessione, se lo sarà ancora.

    Detto ciò questa sinistra è molto lontana da ciò che vorrei (zapateroooo!) e deve venire a patti con mastella e rutelli per poter governare. A questo punto tocca sperare in una rosa nel pugno al 6-7% (magari). Ciao!

  3. retorico
    marzo 11th, 2006 @ 3:38 pm

    Bravo Just, davvero un bel post.

    Non condivido, invece, l’auspicio di avere una Rosa nel pugno forte: non mi pare che Boselli sia meglio di Rutelli. Lo trovo educato e intelligente, ma anche trasformista, non certo simbolo di una bella sinistra.

    Mi chiedo come si potrebbe NON votare a sinistra, avendo come controparte personaggi come berlusconi e tutti i suoi leccapiedi.

    Io sarei pronto ad accettare una sconfitta da parte di una destra vera (che non credo sia mai esistita dopo Einaudi) o un centro onesto (De Gasperi ultimo residuo), ma con i personaggi che ci sono in giro oggi sarebbe un trauma da cui non mi risolleverei.

  4. JustAman
    marzo 12th, 2006 @ 5:36 pm

    Retorico, ti ringrazio e condivido l’idea di un Boselli trasformista ma pare che la fusione con i radicali l’abbia fatto trasformare in meglio.

    D’accordissimo su tutto il resto così come sulla difficile digeribilità di una possibile vittoria della destra: ho fatto fatica a sopportare la rielezione di Bush e anche in casa nostra sarebbe troppo.

Lascia un commento





  • Reclame

  • Categorie

  • Twitter

    • Skype

      My status
    • Cose che leggo


      Appena posso

      Qualche attimo dopo...

      Musica

      Cinema

      Dovrei collaborare a

      News

      Tech

    • Sottoscrivi RSS


      Se non sai di che si tratta vai qua
    • Contatori

    • Archivi