2006: Cosa ho visto (I)
Pubblicato il | gennaio 27, 2007 | 5 Comments
Un post ch’era partito come “Classificona di fine anno” e poi si è dilatato e diviso in più parti, anche perchè è diventato qualcosa di completamente diverso.
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Vivement dimanche! (Finalmente Domenica), di Francois Truffaut, 1983
Una segretaria tanto innamorata quanto affascinante si adopera con tutte le sue forze per scagionare dall’accusa di omicidio il suo amato capo (Jean-Louis Trintignant). L’ultimo film del regista francese, che ha tra i tanti pregi quello di avermi fatto scoprire il fascino di Fanny Ardant, qui in tutto il suo splendore. Un bianco e nero che richiama atmosfere da film anni ‘40/’50 e fa venir voglia di recuperare tutta la ventina di film fatti dal François in precedenza.
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The Duellist (I duellanti) di Ridley Scott, 1977
Il primo film di Ridley Scott. La storia di un’ossessione: da una lite nata per motivi piuttosto futili, due uomini al tempo di Napoleone si odieranno, si rincorreranno, duelleranno all’ultimo sangue ripetutamente in diverse fasi della loro vita. Keith Carradine e Harvey Keitel danno vita ad uno scontro di caratteri e atteggiamenti reso grande da una fotografia eccellente e il tocco magico di uno dei migliori Scott.
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Il caimano di Nanni Moretti, 2006
Più penso a questo film e meno riesco a dare un giudizio sicuro ed univoco. Moretti riprende parte del discorso cinematografico interrotto da “La stanza del figlio” per immergersi in un film sull’Italia di oggi vista da tre profili diversi: personale, familiare e pubblico. Sommerso purtroppo dall’ovvio ciclone di commenti e controcommenti politici di dubbia utilità, peccato. Da ricordare tra le altre cose i fantasiosi titoli di b-movies anni 70 e il finale da brivido.
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The Village di M.Night Shyamalan, 2004
Shyamalan o si ama o si odia, almeno così dicono. Sarò l’eccezione che conferma la regola? Quel ch’è sicuro è che non lo “odio”.
Nonostante li abbia graditi parecchio, non mi sono mai sentito di difendere i film precedenti di S. a spada tratta, mentre l’ho fatto più volte con The Village, a mio giudizio il capolavoro del regista [non credo, a sentire le critiche, che si sia superato con Lady in the water (ops, mi manca Unbreakable...)]: il modo in cui il regista gioca con lo spettatore, la tensione che riesce a creare, i soliti capovolgimenti e colpi di scena (che se rivelati rischiano di rovinare la prima visione) fanno di questo un film da non perdere.
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Crash, di Paul Haggis, 2004
Qui sarò sintetico: a volte l’Academy c’azzecca…
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Intolerable Cruelty (Prima ti sposo poi ti rovino) di Joel Coen, 2003
Un’ottima commedia che si districa tra avvocati, matrimoni veri o presunti e, ovviamente, divorzi tratteggiando un ritratto del mondo giudiziario a dir poco impietoso. Il tutto con l’umorismo dei Coen, un George Clooney spassosissimo nella parte dell’avvocato cinico e una meravigliosa Catherine Zeta-Jones (si resta a bocca aperta per davvero), arrampicatrice sociale col vizietto del divorzio facile. Due-tre scene mi hanno costretto ad interrompere il dvd perché non smettevo di ridere. Fate voi…
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Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto di Elio Petri, 1970
Qua la promozione è semplice: questo film è la prova che Gian Maria Volontè è il più grande attore italiano e non solo.
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Elephant di Gus Van Sant, 2003
La storia romanzata del massacro alla scuola Columbine di Littleton (da cui anche Michael Moore partì per il fortunato Bowling for Columbine). Van Sant si limita ad osservare, a seguire i protagonisti della strage fino all’epilogo che conosciamo. Seppur freddo riesce a coinvolgere ed emozionare.
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JFK di Oliver Stone, 1991
Nonostante la lunghezza ai limiti – non varcati grazie alla grandezza dell’opera – del sopportabile, questo è un assoluto capolavoro che però non ha avuto gli esiti sperati, ovvero far luce sull’omicidio di John Kennedy, visto attraverso gli occhi di Jim Garrison, il procuratore distrettuale che indagò autonomamente sull’accaduto credendo nell’esistenza di un complotto. Un film che fa incazzare come pochi.
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Lacapagira di Alessandro Piva, 1999
Dal regista di Mio Cognato, una pellicola che si potrebbe elogiare solamente per i dialoghi in dialetto barese sottotitolato. Personaggi che non si possono non amare, dialoghi pronti per il tormentone sullo sfondo di una società degradata descritta con una verve e un umorismo che non si vede spesso. Il giudizio migliora se si pensa ch’è un’opera prima.
Commenti
5 Responses to “2006: Cosa ho visto (I)”
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gennaio 30th, 2007 @ 1:12 pm
Ciao carissimo compagno di viaggio. Ti lascio un post che ho inserito nel blog stamane in seguito alla segnalazione di un mio parente. Ti ringrazio in anticipo e ti auguro una buona settimana, Marce.
Per tutte le persone con un minimo di sensibilità (specifico, non compassione o pena!) vi invito a visitare e qualora il vostro cuore fosse d’accordo con ciò che vi chiedo, diffondere il più possibilie il link di un ragazzo affetto da tetraplegia che ha trovato un motivo per darsi e dare un senso alla sua vita. Noi possiamo aiutarlo con una semplice visita nel sito. Il resto, leggetelo da lui:
http://www.wannabeavip.com
febbraio 4th, 2007 @ 7:37 pm
beh, grazie per la segnalazione. la mia visitina l’ho fatta, magari inizierò a seguirlo.
saluti sensibili e buona domenica .
febbraio 7th, 2007 @ 3:52 pm
ragazzo, già sai che truffaut è truffaut…
febbraio 10th, 2007 @ 12:02 pm
ho amato il 6 senso e il predestinato..ma con the village l’ho proprio disprezzato S. …figuriamoci con quell’orribile cagata che è lady in the water!
cmq ognuno ha le sue idee ed è bello vedere che c’è chi non la pensa come me.
buona giornata.
febbraio 12th, 2007 @ 12:45 pm
@pinux: ah ti piace truffaut, questa mi giunge nuova…
@lauracutini: anche tu stronchi lady in the water… con tutte queste stroncature va a vedere che a me piacerà da matti…
saluti voltairiani.