Tutta la vita davanti, di Paolo Virzì, 2008

Pubblicato il | aprile 19, 2008 | 6 Comments

Perchè voi siete speciali e fate un lavoro speciale.


Finalmente un grande film italiano. Ogni mia aspettativa è stata rispettata.
Virzì racconta la storia di Marta (una stupenda, in ogni senso, Isabella Ragonese), studentessa neolaureata con lode in filosofia alle ricerca di un posto di lavoro, che arriva, ma non è quello che ci si aspetterebbe: in un call center dovrà vendere un prodotto ai limiti dell’inutilità a sprovveduti clienti. Piano piano entra in questo mondo per lei totalmente nuovo e strano conservando però uno spirito critico che la rende capace di non farsi invischiare in queste sabbie mobili, pur avendo grandi capacità e rischiando di fare seriamente carriera in azienda.

Virzì punta molto sul grottesco e porta all’estremo ogni situazione, ogni personaggio. Per cui si ride tanto, soprattutto nella prima parte ma si rischia pure di piangere altrettanto. Si è parlato tanto di commedia all’italiana e di come Virzì sia l’unico ad aver colto l’essenza di quella grande stagione di cinema italiano. Effettivamente i richiami sono tanti e con tutta probabilità se non si è in odore di cinefilia molte cose non si colgono. Ma ci sono, ebbravo Virzì pure per questo.

Ci vengono mostrati numerosi aspetti della vita del call center a cui non esito a credere: le premiazioni del migliore alla Ok il prezzo è giusto, lo specchio davanti a sé per non dimenticarsi mai di sorridere, le punizioni e tutto il machismo ben rappresentato nelle sessioni di training motivazionale, portate pure queste al limite massimo, ma neanche troppo se pensiamo ad uno degli ultimi tormentoni di Youtube, Luca Luciani in “Napoletone a Waterloo”.

La grandezza del film sono pure i suoi attori, e qui si fa fatica a trovare una prova che si fermi alla semplice sufficienza. Un intero cast che recita da dio, da Massimo Ghini a Sabrina Ferilli (!), da Elio Germano a Micaela Ramazzotti. E last but not least but last, Valerio Mastandrea e la già citata Ragonese.

Io poi adoro i film dove non si fanno inutili sforzi per nascondere gli accenti (se poi hai la Ferilli questi sforzi saranno vani in eterno..) e si fanno parlare le persone come le sentiamo tutti i giorni e non dopo mille corsi di dizione. Si parla di Roma quindi i “da paura” si sprecano, e io godo.

Un sacco di situazioni particolari rendono il film speciale: il caporedattore della cultura e il suo turpiloquio, la madre di Marta e il suo tanto criticato (perchè poi? Ne ho sentite di peggiori sui professori… :D ) “la DiSanto ti fa il culo tanto”, la bambina (che attrice!) in attesa dei suoi vibrini, l’iscrizione alle graduatorie del Provveditorato, le telefonate dal call center più vere del vero, una grande scena comica Mastandrea-Ramazzotti (visibile pure su Youtube), il personaggio di un Elio Germano sempre più grande persino nelle scene più difficili.

Nonostante non gradisca molto le voci narranti fuoricampo, a TLVD la lascio passare perché la voce di Laura Morante non è riuscita ad irritarmi più di tanto. Ahò, una critica gliela dovevo pur fare…

E’ da giorni che provo a ricordare un film italiano degli ultimi anni che sia superiore a questo. Niente da fare.

Votone sopra il sette e mezzo sicuro.

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6 Responses to “Tutta la vita davanti, di Paolo Virzì, 2008”

  1. marmellata80
    aprile 19th, 2008 @ 9:09 pm

    Wow! Mi sono sempre piaciuti i film di Virzì e anche se Ovosodo è insuperabile (forse più per i miei ricordi che per il film,ma Cocci, è Cocci!”) non vedo l’ora di guardare questo.. mi hai incuriosito ancor di più

  2. donniheddu
    aprile 19th, 2008 @ 10:16 pm

    baaah!!

  3. JustAman
    aprile 19th, 2008 @ 11:48 pm

    @marmellata80: te lo consiglio caldamente, qui virzì si è superato. corri al cinema!

    @don: nogomment (vedi nogollis)

  4. utente anonimo
    aprile 27th, 2008 @ 8:22 pm

    ehi mellino ci sono molti film italiani molto gradevoli e usciti nell’ultimo lustro,un esempio per tutti le conseguenze dell’amore,se invece il discorso riguardava prettamente la commedia italiana io darei una nota di merito a un bel film che concorsè a berlino come dopo mezzanotte,un bel film sul cinema anche se la narrazione affidata a silvio orlando non credo sia uguale a quella della morante

  5. JustAman
    maggio 5th, 2008 @ 3:00 pm

    eh bravo (chiunque tu sia), le conseguenze dell’amore è un altro filmone da paura e forse a freddo credo che il votino sia anche superiore.

  6. utente anonimo
    maggio 11th, 2008 @ 5:25 pm

    beh….anche meno èèèè!!! volare un pochino più basso nò????

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