La partita del pallore

Pubblicato il | giugno 13, 2008 | 5 Comments

Era il 3 luglio 1990. Non avevo ancora 5 anni e tu mi avevi già stregato. L’Italia intera delirava ed io con loro per gli occhi spiritati e increduli di Totò Schillaci e come tanti non trattenni le lacrime quando Donadoni e Serena impattarono sull’eroe del giorno Goycochea.

Poco più di un anno e il dio pallone mi aveva fatto completamente suo. L’emissario del divino era il cigno di Utrecht, quel Marco Van Basten che con una prodezza dopo l’altra mi convinse a tradire (almeno un po’…) il rossoblu cagliaritano.



Andando avanti a sfogliare quest’album trovo foto bellissime: Roberto Baggio che va in finale da solo a Usa 94; lo scudetto milanista del ‘99, il più inaspettato con il finale da cardiopalma e il sorpasso sulla Lazio grazie anche a un giovanotto buttato in campo dopo un colpo di karate del portiere titolare a un avversario. Sarà proprio lui, Christian Abbiati l’eroe di quel trionfo, grazie a una parata scolpita ancora nella mente tanto è stata decisiva.



La mia “Europa” meriterebbe un post a parte: la delusione di Istanbul non brucia più, ma quella sera La Casa mi sarebbe sembrato una commediola in confronto. Per trovare ricordi precisi di Olimpique Marsiglia e Ajax che ci castigarono nei primi anni 90 devo scavare non poco, ma è bastato quel 4-0 al Barcellona, ma forse solo il terzo del genio Savicevic per riportare il sorriso…


I giorni nostri sono altra cosa, 3 finali in 5 anni sono qualcosa che a lungo andare può esser deleterio per le coronarie, e i turni precedenti non erano da meno:



- nel 2003 al ritorno dei quarti il mio Milan aveva sulla sua strada l’Ajax. Fu uno dei match più emozionanti mai visti: la partita è ben indirizzata e sembra andare per inerzia: 0-0 all’andata, si deve vincere, già venivamo da un semi-miracolo (la palla era anche entrata…) del loro portiere, Inzaghi mise dentro un 1-0 semplice semplice su cross di Shevchenko. Ma l’Ajax con un gol in fuorigioco di Litmanen riportò la partita in parità. A quel punto eravamo virtualmente fuori, con mezz’ora di tempo ma non ce ne fu bisogno: passano soli 2 minuti e Inzaghi ricambiò il favore a Shevchenko che rimise le cose a posto. 2-1. L’Ajax non demorse e in un quarto d’ora scarso si riportò sul pari. E’ qui che iniziarono i 12 minuti più veloci che ricordi. L’incubo era iniziato, il Milan ci provava ma Piccinini continuava a dire “Non va”… I minuti scorrevano come secondi e non cambiava nulla. Ormai il novantesimo era già passato e il mio corpo giaceva già sulla poltrona di casa
quasi esanime. Partì l’ultimo assalto: palla lunga e pedalare, l’eroe della serata non poteva però restare con le mani in mano. Prima Ambrosini salì in cielo, quindi Inzaghi, ancora lui trovò un’occasione da gol dove forse nessuno l’avrebbe fatto e tirò fuori dal cilindro un pallonetto che sapeva di miracolo. Poco conta se tra Pippo e il gol si sia frapposto Tomasson, l’eroe di una serata magica come quella non poteva che essere lui, anche se quell’ultimo gol non fu assegnato a lui. Penso che l’esultanza di Inzaghi fosse nulla in rapporto alla mia, e chi ha visto esultare Pippo sa di cosa parlo. In quei momenti avrei dato volentieri ragione a Christian Rocca: eccolo là il miglior giocatore al mondo!



- nel 2007 a San Siro con il Manchester United invece ci fu una delle partite più belle giocate dalla mia squadra negli ultimi anni. Magari fosse sempre così. Una partita di quel tipo giocata contro una formazione di quel livello non si vede tutti i giorni. Nello stadio di San Siro però la probabilità è maggiore, quando scende in campo il miglior Kakà a fianco del miglior Seedorf. Qualcuno la definì la partita perfetta. Venivamo da una beffa, al 91esimo Rooney ci aveva castigato fuori casa nonostante un’ottima partita, 3-2. Serviva una grande prestazione a San Siro. E grande fu: per 90 minuti lo United non diede alcun fastidio alla difesa rossonera, al contrario del Milan: già al decimo minuto Kakà lasciò la sua firma su questa partita con un gran sinistro su cui Van Der Sar non poté nulla. Ma non è abbastanza: alla mezz’ora Pirlo recuperò un pallone e lo mise in mezzo dove Seedorf con un tiro conquistato coi denti e con grande equilibrio insaccò per il raddoppio. Il Milan poi continuò a macinare gioco ed annichilire la squadra inglese con una prestazione perfetta in mezzo al campo. Nel secondo tempo la storia non cambiò: Kakà sfiorò il 3-0 in contropiede, ma ci pensò il nuovo entrato Gilardino a chiudere la pratica Manchester. Contropiede, uno contro uno col portiere avversario, gol. Da manuale.



E come scordare le gioie per un singolo gol: Shevchenko che uccella Buffon (no, dico…Buffon) a San Siro con un pallonetto di destro che solo un malfidato può credere casuale; Weah che col Verona parte dalla difesa e si fa tutto il campo da solo saltando uomini come birilli e mandando la palla in rete…



Invece
i ricordi negativi più vividi è sempre la nazionale a suscitarli: i rigori troppo alti di Baggio e Di Biagio ai mondiali ‘94 e ‘98; quello di Zola ad Euro ‘96; i gol di Wiltord e Trezeguet nel 2000…

I 30 secondi dopo sconfitte brucianti come quest’ultima travolgono più di un tir in corsa e hai voglia di dire “è solo un gioco”, l’emozione è quella che si dovrebbe riservare a cose più importanti e c’è poco da fare. Ma sono queste immagini ad aver reso vittorie come quella dell’ultimo mondiale molto più belle e c’è solo da sperare che i 3 schiaffi presi dagli Orange ci facciano tornare sulla terra e iniziare a giocarcela. In quel 2006 l’Italia mi aveva fatto innamorare solo in semifinale, dopo settimane in cui oltre ad avere altri cardi per la testa provavo una totale sfiducia per gli azzurri. Se quest’anno non ci sarà una svolta simile dubito che quest’Italia sarà capace di farsi amare, almeno da me. Come successe nel 2002 quando la rabbia per l’esclusione durò il tempo di un’idea. Mai dire mai però.



Sarei ingiusto con me stesso se mi limitassi a ricordare gioie e dolori riguardanti il tifo: il calcio è uno sport che mi ha offerto e offre emozioni costanti, a prescindere dal fatto che in campo ci sia la mia squadra o meno. A volte può salire su un rigurgito di bar sport-ismo ma come si fa non provare uno strano senso d’euforia davanti al cosiddetto eurogol? Come si fa a non adorare un gol alla DelPiero (di quelli che faceva una volta…), una magia di sua maestà Zidane o una prodezza di Totti o Messi? E senza andare troppo lontani, come non deliziarsi con gol come quelli di Ibra e Cristiano Ronaldo?


Tutto vero, ma purtroppo un gol in sforbiciata fatto da un pincopallino non sarà mai ai tuoi occhi tanto bello quanto uno di stinco della tua squadra. E così venerdì sera sarò di nuovo là, 18 anni dopo Italia-Argentina a penare ancora per questo pazzo pazzo sport tra birra e riti scaramantici (Venerdì 13…), sperando di innamorarsene ancora una volta.

p.s. titolo della foto: “Come nasce un capolavoro”

Condividi:
  • Digg
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • FriendFeed
  • Technorati
  • Tumblr
  • Twitter
  • Wikio IT

Commenti

This website uses IntenseDebate comments, but they are not currently loaded because either your browser doesn't support JavaScript, or they didn't load fast enough.

5 Responses to “La partita del pallore”

  1. jackonfire7
    giugno 14th, 2008 @ 2:16 pm

    purtroppo il nostro venerdi 13 è stato un tantinello sfigato…però certo che ne sono cambiate di cose in due anni…

    gamberini, barzagli, ambrosini, quagliarella, di natale, BORRIELLO!!!!

    cannavaro, nesta, totti, inzaghi, gila…dove cazzo siete???

  2. donniheddu
    giugno 14th, 2008 @ 2:22 pm

    beh pier…da uno come te rimpiangere inzaghi non me lo sarei mai aspettato

    a ghirare e a callare karki vorta

    Liberté, Umilté, Intensité

  3. utente anonimo
    giugno 15th, 2008 @ 8:09 am

    Club Inzaghi agli europei al posto di borriello!

    Non solo non abbiamo Inzaghi, ma teniamo in panchina Del piero (capocannonere serie A 2007/2008) e Cassano!!

    Però facciamo giocare Toni spremuto!!! (46 presenze e 39 goal stagionali con il bayern Monaco)

    Vai Donadoni, tira fuori le palle!, con la francia Del Piero e Cassano dall’inzio!!

    M.B.

  4. utente anonimo
    giugno 16th, 2008 @ 1:15 am

    quando la finale di champios era qualcosa di più che “una finale di champios”…erano i rigori contro la Signora……..

    trezeguez ha espiato i suoi peccati

  5. JustAman
    giugno 16th, 2008 @ 9:05 pm

    @jackonfire: per tutti gli altri vabbè, è una stagione sbagliata, è la voglia, è l’infortunio. ma inzaghi…INZAAAGHIIII!!!!

    @don: l’umiltè da queste parti non si sa nemmeno cosà sia…

    @m.b.: per il resto tutto ok, ma ricorda che salvo partitoni da qua in avanti del piero nei grandi eventi in nazionale è stato solo un gran peso. nessuno gli toglie una stagione da paura nella juve, ma non so se saprà essere decisivo, con la francia poi (ricordare il 2000…)

    @anonimo: anche nel 2007 la finale di champions era più che una semplice finale di champions…

Lascia un commento





  • Reclame

  • Categorie

  • Twitter

    • Skype

      My status
    • Cose che leggo


      Appena posso

      Qualche attimo dopo...

      Musica

      Cinema

      Dovrei collaborare a

      News

      Tech

    • Sottoscrivi RSS


      Se non sai di che si tratta vai qua
    • Contatori

    • Archivi