I miei due centesimi sui funny games

Pubblicato il | settembre 13, 2008 | 2 Comments

Visto che il mondo non è finito, il blog può ricominciare.

Funny Games/Funny Games U.S. di Michael Haneke, 1997/2007

Non tutti lo sanno, ma il film ch’è uscito quest’anno nelle sale di tutto il mondo col titolo Funny Games è il rifacimento di una pellicola dello stesso regista Michael Haneke, uscita nel 1997 e recante lo stesso titolo. Qualcuno dirà – o ha già detto – che quest’operazione non aveva alcun senso che non fosse un sacrificio al solito dio denaro. Infatti la versione U.S. ricalca quella austriaca, ripetendo le stesse azioni, battute e inquadrature. Non si vede quindi il motivo di andare a vedere un film già visto (e rivisto, nel mio caso). O no?

Sappiate che se avete visto e adorato il primo Funny Games non potrete fare a meno di godervi con altrettanto piacere la versione statunitense. E non per il piacere di rivedere un film di proprio gradimento, ma proprio di vedere un nuovo film altrettanto interessante.
Forse è proprio questo che Haneke voleva dimostrare al “suo” pubblico: se da un lato con questo rifacimento il regista austriaco vede la celebrazione del suo primo film da parte del cinema statunitense, dall’altro riesce a creare un nuovo film cambiando poco o niente. Certo, voi direte che il cast è stato abbellito parecchio – qui si è fra i più accaniti fan di Naomi Watts, anche qua immensa, perciò non c’è competizione… – , che Michael Pitt non ha quella faccia da affascinante stronzo di Arno Frisch, e persino che alcuni particolari variano, ma la potenza delle scene, del non visto ma sentito, lo strazio e l’umorismo cinico dei due “motori dell’azione” sono immutati. In parte è un discorso simile a quello che fa Kekkoz, ma scritto peggio (per non dire che di là si cita Benjamin, di qua lasciamo perdere, maledetti studi scientifici…)

Dopo questa tirata a favore del nuovo Funny Games c’è però da dire tutta la verità forse dovuta ad anni di amore per il primo film: il Funny Games del ‘97 è superiore, irripetibile (e questo Haneke lo sa bene) e se avete la possibilità di reperirlo (e so che potete, tra muli e torrenti…) fatelo e godetevi quel capolavoro di violenza, piglianculaggine (ah, i regionalismi…) verso lo spettatore che farà sorgere in voi un misto di compassione, rabbia, divertimento, sadismo, ansia e tensione mai vista da altre parti. Quando arriverete alla fine potreste allargare lo sguardo, andare oltre lo schermo e accorgervi che gli strani e/o divertenti giochi di Haneke lasciano dentro ben più di una semplice sferzata di violenza. Poi andate col film del 2007 e via con confronti e riflessioni extrafilmiche!

Voto: in questo momento all’operazione Funny Games 1+2 darei un bel 9,99 ma preferisco lasciare che gli anni passino e il giudizio sedimenti.

Disclaimer: se la componente ansiogena ha il sopravvento è probabile che Funny Games non sia il film che fa per voi. Non ve lo auguro.

Qua sotto i trailer di entrambi i film, buona visione:


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Commenti

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2 Responses to “I miei due centesimi sui funny games”

  1. Naokoblues
    settembre 16th, 2008 @ 10:54 am

    Well come back

    Non ho visto nè l’uno nè l’altro

    Mi rifarò

  2. JustAman
    settembre 19th, 2008 @ 2:07 pm

    thank you…

    ne vale la pena, sull’onda dell’entusiasmo per la (ri)visione mi sento di inserirlo tra i miei 10…

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