Quelli che benparlano
Pubblicato il | novembre 23, 2008 | 3 Comments
Sono replicanti, sono tutti identici, guardali
Stanno dietro a maschere e non li puoi distinguere
Dopo le performance polemiche degli ultimi dibattiti televisivi la voglia di postare ancora sulla stretta attualità politica è irresistibile. No, niente Villarivil. Non bastava una serie di commenti fiume, oh, c’è una cistifellea che rischia di scoppiare…
Primo show, che nell’era di internét è già preistoria: a Otto e Mezzo1 il più grande errore di Marco Pannella dopo Rutelli si magna in un sol boccone Marco Travaglio con una dialettica “sopraffina”. La puntata integrale è qua sotto:
Link: La puntata dal sito de La7
mentre qui c’è la versione liofilizzata (solo testo) di Matteo Bordone.
Capezzone batte Travaglio dal punto di vista mediatico su tutti i fronti: prima gli liscia il pelo, poi lo fa incazzare come Sgarbi solo avrebbe potuto sognare di fare. Non è scemo per nulla il giovincello, sarà passato dal lato oscuro della forza ma non è il primo venuto. La nuova arma per annientare dialetticamente M.T. avrà fatto il giro delle segreterie di tutti i pappagalli piduellini: toccatelo su Montanelli e si perde. Per dirla tutta questo è stato solo il colpo di grazia. Da lì in poi cui Travaglio si è lasciato travolgere dagli arroganti sproloqui del riciclato più in vista d’Italia, almeno finché Villari non si deciderà.
Attenzione, per i duri…d’orecchie, non sto parlando di argomentazioni, ma del modo di esporle. In questo particolare caso una evidente assenza di arbitraggio ha consentito al duellante meno civile di avere il sopravvento. Qui il commentino e il sopracciglio alzato di Travaglio hanno avuto vita breve di fronte all’esplosione verbale di Capezzone. Domanda a Travaglio con risposta di Capezzone o al massimo parziale argomentazione di Travaglio intervallata efficacemente dai commenti puntuti dell’altro, questa la dinamica.
L’epoca degli Elio Vito è lontana anni luce. Questo è due spanne sopra.
Insomma, il come è deprecabile quanto volete, il dove è una trasmissione fu-elitaria ora in cerca di nuova identità, il come però è più che evidente: Capezzone ha vinto, stop.
Venerdì, sempre su La7 abbiamo avuto un’altra dimostrazione di come la politica possa essere sfrontata, arrogante: alle Invasioni Barbariche la Carfagna (la Carfagnaaa!!!) ha sfoggiato una prova da replicante mica da ridere. Ripetere la pappardella di fronte a una Bignardi visibilmente imbarazzata dal ruolo di avversaria politica che la ministra2 voleva attribuirle e che lei rifuggiva con qualche difficoltà. Ci voleva una Luisa Ranieri3 qualunque perché ristabilisse nell’intervista successiva l’ordine delle cose, dopo, quando la Carfagna era già andata via. Competere con la scorrettezza dialettica di questa destra non è facile. La Bignardi non sarà forse un mostro nello scontro politico, la Carfagna è andata oltre quello che era lecito aspettarsi da lei (già tanto eh) e la Bignardi, tentando di fare ancora un intervista come le altre (per carità, è quello che deve fare) ha lasciato campo libero a miss Christina Ricci d’Italia. Un Santoro, per dire, l’avrebbe zittita due volte al minuto, giustamente per giunta: 10 secondi in cui parla sopra all’interlocutore sono un po’ tantini ministra, e capitasse una volta sola.
In generale non so se è calata la qualità degli interlocutori, se sono loro ad aver migliorato la tecnica o sono gli avversari ad essere stremati dal dover parlare sempre sovrastati dal suono del “seminterrompiiotinterrompotumihaiinterrottoiotinterrompo”, fatto sta che ultimamente i pidiellini riescono a provocarci sempre più rabbia a forza di argomentazioni trite e ritrite che – ahinoi! – alla centesima ripetizione per qualcuno sono ormai verità.
Ma alla fine di mille scontri, battaglie sul filo della retorica, diatribe su chi debba vergognarsi di più o di meno, ecco che viene fuori la vera natura del politico nostrano di successo: Nicola LaTorre del PD, ultimo esecutore di una bieca opposizione interna al proprio partito, dà istruzioni al proprio avversario pur di sminuire il proprio alleato. Per chi fosse stato su Marte negli ultimi giorni, i video qua sotto:
E mi chiedo il senso di tutte queste riflessioni.
Commenti
3 Responses to “Quelli che benparlano”
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novembre 25th, 2008 @ 5:06 pm
mm, anche ora ti vado un poco di traverso..travaglio si e’ innervosito, certo, ma capezzone nn ha fatto tutta sta grande figura, anzi…sembrava una vecchietta petulante…
anyway, quando ho letto “…a voglia di postare ancora…” nn ho potuto fare a meno di pensare a te e don che dicevate “PPPPpostttare” con la mano nascondendo la bocca…ess’a risu
novembre 25th, 2008 @ 6:38 pm
Beh come diceva un mio amico, lo sappiamo tutti da che parte sta la ragione e allora perché parli a vanvera???
JAM intendeva forse che capezzone ha sfruttato bene le sue doti per riuscire a far perdere la calma a travaglio, cosa non facile, e non fargli dire ciò che voleva.Tutto qua.
Cheppoi non abbia argomenti contro travaglio è risaputo.
Totu ti depo ispiegare???
adeu!
novembre 25th, 2008 @ 7:23 pm
pinù ora mi hai fatto pensare a “PPPPPPESSARRE PPPO PPPPOST”, quante cazzate…
comunque don black mi ha anticipato e tra leboWskismi e cazzate ha scritto più o meno quello che avrei scritto io: capezzone, conscio della forza che hanno le argomentazioni di travaglio gli ha semplicemente impedito di esporle, anche per colpa di lilli gruber. certo è che ormai “sasì” è diventato il secondo nome di capezzone…