Le (mie) serie tv del momento
Pubblicato il | gennaio 28, 2009 | 5 Comments
The Big Bang Theory
Penny, cameriera-aspirante attrice, bellissima, va a vivere nell’appartamento di fronte a quello di Sheldon e Leonard, fisici nerd che più nerd non si può. Lo scontro tra “culture” è inevitabile.
Questo è solo il principio della sit-com che mi ha fatto più ridere (almeno in certi punti…
) da quando Scrubs è diventato meno demenziale e più intimista. Si gioca con lo stereotipo e il luogo comune – nell’ultimo periodo si sono fatte più frequenti le allusioni sessuali, grazie al personaggio di Wolowitz – dello sfigato che vive tra videogiochi, computer, giochi di ruolo, fumetti, Star Trek e saghe varie, incrociandolo con la normalità di una ragazza di provincia appena arrivata in città con intelligenza e cultura nella media o poco sotto.
Comicità fisica, battute a raffica e eccessi in genere di personaggi sì estremizzati ma in modo non fastidioso, al punto che è proprio Sheldon, il personaggio che va più “oltre” con le sue fissazioni, le regole, la saccenteria e quel mondo tutto suo, a scatenare molte delle gag più riuscite.
Avvertenza: della prima serie esiste già la versione doppiata ma statene alla larga. Il perché è spiegato qua, se proprio non vi fidate. La seconda serie finora è meglio della prima, ma aspettiamo il resto.
Sono già state trasmesse in U.S.A. poco più di una decina di puntate della seconda stagione. 3 pallotte e mezzo, per ora.
Mary Louise Parker (già vista in The West Wing e Angels in America, tanto per rimanere nell’ambito delle serie di qualità) è Nancy, casalinga rimasta vedova e costretta a mandare avanti una famiglia. La scelta dell’impego non è molto ovvia: inizia a spacciare erba. Potete immaginare che con queste premesse le situazioni che si possono creare, soprattutto se Nancy combina un disastro dopo l’altro. Ai due figli si aggiungerà poi un nuovo personaggio in famiglia, Andy, cognato di Nancy, “appassionato” d’erba e gran cazzone. I personaggi secondari nei momenti buoni esaltano la serie, su tutte Celia, alcolizzata con marito inetto (acquirente di Nancy) e figlia preadolescente lesbica. Si ama e si odia allo stesso tempo.
Il registro è sicuramente leggero, le situazioni paradossali e i personaggi assurdi, almeno nelle prime due stagioni, mentre nelle successive due si incupisce un po’, pur offrendo ancora momenti esilaranti. La qualità delle prime due stagioni è ottima, la terza è la peggiore (si regge in piedi grazie all’immensa Parker), ma nella quarta si risale un po’.
Curiosità. Primo: la sigla. in tutta la prima serie si tratta di Little Boxes di Malvina Reynolds, che nelle due serie successive verrà eseguita da un artista diverso ogni puntata. Nella quarta invece sarà solo una clip di pochi secondi o una semplice immagine.
Secondo: le guest-star. Oltre a Zooey Deschanel, già citata negli ultimi post spiccano Matthew “soldato Joker” Modine e Julie Bowen, che ogni fan di Lost riconoscerà di certo.
4 pallotte alle prime due stagioni, 2 e mezzo alla terza e 3 alla quarta.
Commenti
5 Responses to “Le (mie) serie tv del momento”
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gennaio 28th, 2009 @ 10:09 am
caaaaazzz!!…la nostra MILF preferita in pose conturbanti.con turbanti.capito? indossa un turbante…non mi sembra, bah!…ciao!
gennaio 28th, 2009 @ 11:38 pm
eeeeeeeeemmmmmmmmmmmmmmmmmmilf! comunque stai entrando nel tunnel del gioco di parole fine a sè stesso. attento…
febbraio 2nd, 2009 @ 2:12 pm
Io sono rimasto al finale della prima stagione di Weeds…Adesso devo recuperare…Big bang theory è danneggiato dal doppiaggio, vero?
Il torneo dei film ha novità e nuovi questionari:
http://iltorneodeifilm.wordpress.com/
febbraio 9th, 2009 @ 10:21 am
fortemente danneggiato a quanto dicono. sembra che perda gran parte dei riferimenti “da nerd” e molte cose siano rese in modo pessimo. l’articolo che ho linkato ne parla in modo approfondito, forse pure troppo. ciao.
aprile 2nd, 2009 @ 10:01 am
[...] sul 14′ della tv. Mesi e mesi di inconsapevole terapia: dosi sempre più forti di West Wing, Weeds, Studio 60, persino X-Files. Pian piano mi accorgevo del problema precedente. Ma qui subentra la [...]