Fan, lovers, criminals

Pubblicato il | maggio 26, 2009 | No Comments

Domenica mi sono vergognato di tifare Milan.

foto via flickr

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Può esistere una tifoseria capace di contestare la sua bandiera nel giorno del suo addio? Ebbene si, è il Milan, ovvero l’Inter dei prossimi anni ‘10. Una curva sud che dagli anni ‘90 si è progressivamente fascistizzata fino a far concorrenza ai cugini nerazzurri1 , contigua ad ambienti politici quantomeno discutibili, che ha tra i propri guru criminali capaci  di ricattare nel 2007 la propria società per ottenere biglietti e agevolazioni varie minacciando scontri e violenze sugli spalti, che nel ‘95 ha incoraggiato una rissa da cui è scaturito l’omicidio di Vincenzo Spagnolo. Sono sempre coloro che si pestano all’interno della stessa curva per beceri interessi e tentativi di prevalere, dopo il declino e la dipartita della vecchia Fossa dei Leoni.

Per carità, queste sono generalizzazioni e non tutta la curva è responsabile di queste azioni, ma una minoranza sempre più consistente, rumorosa e “potente” ha approvato e favorito comportamenti tali. Ormai dalla curva sud si sentono quasi più fischi che cori di incitamento: la memoria corta li ha portati a bersagliare coi loro fischi Dida e Gilardino qualche tempo fa, Ancelotti e Seedorf ancora adesso con un’insistenza irritante e cieca. Ok, Seedorf non azzecca tutte le partite e Ancelotti insiste spesso a tenerlo in campo pure quando passeggiava senza azzeccare un passaggio, ma non ci si ricorda mai delle partite e dei trofei vinti grazie a lui, delle perle che ci ha regalato. Ancelotti poi: l’uomo di 2 Champions League, della coppa del mondo ecc. visto come un allenatore mediocre mentre è vittima da anni di una società capace di campagne acquisti da far concorrenza alle case di riposo e di società, preparatori atletici e medici approssimativi. Continuiamo così, facciamoci del male, lodiamo il Presidente nostro Salvatore e illudiamoci che risolverà tutto a forza di miliardi. L’ottimo Zibì Boniek ha ragione: le squadre si costruiscono, non si comprano.

Ora certa gentaglia che popola la curva rossonera è capace di criticare Paolo Maldini, “uomo fino in fondo”, uno dei simboli di questa squadra, perché li ha etichettati a suo tempo per quello che erano e sono (”mercenari e pezzenti”), perché per indole e carattere non è mai andato a braccetto con quella parte degli spalti. Da veri codardi hanno aspettato per 2 anni per rinfacciare tutto nel giorno che doveva essere un “grazie” incondizionato al capitano. Invece hanno tirato fuori dal cilindro l’elogio fuoriluogo a Franco Baresi. Senza parole.

La dirigenza di questi gruppi organizzati è qualcosa di impresentabile. Colui che ieri ha preso la parola durante la trasmissione Controcampo, Giancarlo Capelli detto “Il Barone” è fra questi. In risposta alle critiche che gli opinionisti presenti in trasmissione rivolgevano alla tifoseria, il barone de sta cippa ha blaterato frasi senza capo né coda, tentando di difendere un comportamento da idioti, sostenendo anche che non ci sono stati fischi e vere e proprie contestazioni.
Capelli è, con Giancarlo “Sandokan” Lombardi tra gli altri (ve lo raccomando…) responsabile dei ricatti verso la società per cui nel 1997 vennero incarcerati (custodia cautelare) loro due ed altri esponenti del tifo rossonero.2 Ora, nonostante abbiano persino il divieto di accedere alle manifestazioni sportive, personaggi del genere continuano a prendere la parola a nome dei “ragazzi”, che proseguono nel riconoscersi e nel sottostare all’autorità di personaggi ai limiti della legalità, seppur legati a doppio filo a certi ambienti politici.

Simboli questi di ciò che sono diventati molti tifosi milanisti, ma non solo: dei fascisti che nonostante i divieti “dall’alto” fanno una fatica tremenda nel tenere a bada certe simpatie, oppure i soliti repressi che, fregandosene della politica in senso stretto usano lo stadio come zona franca in cui sfogare la propria aggressività, anche contro una “parte di sé”, se necessario.

Io non voglio essere affiancato a questa gente, come non voglio rivedere scene pietose come quelle di domenica pomeriggio. Voglio una società che riesca a staccarsi definitivamente da questi tumori umani, trattandoli come meritano. E chi se ne fotte se la curva sarà un po’ più vuota, se non altro sarà più civile e meno animale.

Allargando la visuale e tentando di tornare ai campi da gioco invece, mi trovo a sperare che, per qualsiasi tipo di giustizia divina, Gilardino a Firenze ne faccia tre e che si esca al preliminare di Champions, per sperare di vedere una scossa e una società nuovamente lungimirante e vincente.

Insomma, Diamoci una mossa su tutti i fronti, ché diventati l’Inter in tutto e per tutto. Rendiamocene conto o arriveranno anni di sconfitte, sfottò, magari motorini sugli spalti e soprattutto vergogna, tanta vergogna.

p.s. vogliamo ricordarlo così:

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  1. la vicinanza politica tra le tifoserie è testimoniata anche da questi accordi commerciali, alla faccia dell’odio reciproco. pecunia non olet. []
  2. qua una ricostruzione degli eventi []

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