Studenti di menare 2
Pubblicato il | maggio 23, 2009 | No Comments
Così com’era cominciata va a finire. La fantastica – ironia questa, ce la metto io (cit.) – epoca Cofferati si avvia alla conclusione, e Bologna si avvicina al voto tra millemila liste civiche e tre soli sindaci papabili: Flavio Delbono, un naso che vuol fare concorrenza alle Torri, PD anche se fa di tutto per nasconderlo; Alfredo Cazzola, ex tutto ma per comodità diremo ex presidente del Bologna, centrodestra; Giorgio Guazzaloca, famigerato ex-sindaco, lista civica. Candidati meno deprimenti, Gianfranco Pasquino su tutti, ci sarebbero ma sono accreditati al massimo del 4% dei voti, così ci si deve accontentare e sperare come al solito nel meno peggio.
Intanto la storia si ripete. Il manganello ha rifatto capolino in P.zza Verdi, ma per una volta non le hanno prese solo gli studenti. Insomma, la ciliegina sulla torta che a 15 giorni dalle elezioni conclude degnamente il mandato di Sergio Cofferati. La verità completa sull’accaduto non la leggerete certo sull’AdnKronos o sul Resto del Carlino, chissà perché…
Come tante amministrazioni quella della sinistra (?) bolognese si è distinta per il florilegio di ordinanze restrittive. Quella che riguarda le vicende di P.zza Verdi è l’ordinanza anti-bivacco (e già qua…) che tra le altre cose impedisce di stare seduti per terra e in gruppo. Nonostante le polemiche e le proteste1 nessuna marcia indietro, anzi. Così mercoledì sa zustissia è tornata alla carica: loro che intimano a tutti di alzarsi, qualcuno che si rifiuta e non fornisce generalità. Così una cosa tira l’altra e per mezz’ora in P.zza Verdi è stato un parapiglia. Quello che non appare nelle cronache linkate poco sopra è un trascurabile particolare: i manganelli hanno iniziato a roteare ben prima che le bottiglie iniziassero a volare. Lungi da me giustificare i tafferugli, ma voi vi sareste presi le botte sulla schiena senza proferire parola?
Per la stampa, come al solito, sono solo i poliziotti a rimanere feriti e i soliti fracassoni a provocare, sbandati che bivaccano e poi “buttano le bottiglie per terra”, che rappresentano la causa e il simbolo del “degrado” bolognese, che imbrattano i muri e pisciano nei vicoli. Poi però non si trova un bagno pubblico nemmeno a pagarlo, per dire.
Quello che mi rattrista non sono tanto le botte ma il fatto che queste iniziative nel cittadino medio non scatenano la benché minima indignazione, tutt’altro. Mi rattrista il fatto che in questa città lo studente continui ad essere visto come un corpo estraneo, un pollo da spennare a forza di affitti scandalosi. Non ci si è resi conto che Bologna è quello che è grazie alle forze fresche che arrivano da ogni parte d’Italia ogni anno. Non ci si è resi conto che queste politiche di esclusione hanno stordito pesantemente la città e finiranno per addormentarla definitivamente, coi comitati di quartiere che gongolano, continuando a suonare i violini mentre la loro nave affonda sempre più velocemente. Non ci si rende conto che meno gente c’è per strada e più la città è insicura, lasciando spazio a chi vuole delinquere di farlo senza troppi occhi addosso. E dire che sembra una verità così lampante.
Se penso che qualsiasi sarà l’esito delle prossime elezioni, non possiamo aspettarci niente di meglio che un mantenimento dello status quo, La tristezza mi impervade da tutti i pori (cit.).
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