The Kingdom, di Lars Von Trier
Pubblicato il | giugno 30, 2009 | No Comments
The Kingdom – Il Regno, di Lars Von Trier (Prima serie).
The Kingdom è una miniserie del 1994 destinata in origine alla tv danese che ha poi fatto il giro di tv e cinema di tutto il mondo, meritatamente. L’originaria suddivisione in quattro puntate è stata stravolta più volte fino alla diffusione della serie come un tutt’uno di quattro ore scarse. E’ proprio in questo formato che il sottoscritto si è gustato le grottesche vicende del Regno, ospedale danese popolato da casi umani di vario genere: il neurochirurgo Stig Helmer, un burbero svedese che si ritrova in Danimarca (“Nessun ospedale svedese lo voleva”) nonostante l’odio verso quella nazione e i suoi abitanti in genere, impegnato costantemente nella lotta per insabbiare un suo errore professionale (contrastato e ricattato dall’assistenteKrogshøj), probabilmente il vero motivo per cui seguire il film; Sigrid Drusse, paziente compulsiva del Regno, sensitiva, si ritrova immersa nelle vicende di uno spirito incastrato dentro le mura del Regno contro la loro volontà; la dottoressa Judith, rimasta incinta dell’ex compagno, deve affrontare una gravidanza molto strana; il patologo Dr. Bondo, che tenta di convincere i parenti di un paziente in coma a donare il corpo del loro caro, affetto da un abnorme sarcoma epatico alla scienza, ma non riuscendo nell’intento si rivela disposto a tutto.
Le atmosfere sono allucinate a tratti, fino a toccare vette di terrore, espresso molto esplicitamente (sconsiglio le scene di fine stagione ai deboli di stomaco) in alcune sequenze da incubo, e le immagini seppiate sono d’aiuto a tutto ciò, non contrastando però con i numerosi momenti di umorismo più o meno celato. La serie è distinta tuttavia un cinismo che sembrerebbe non lasciare spazio alla spiritualità che imperversa in tutte le sottotrame, mentre si nota una perfetta compensazione che dona alla serie quel tono così originale da renderla inconfondibile.
Le curiosità da segnalare sono parecchie: nella versione originale ogni episodio è chiuso da Lars Von Trier in persona con dispensazione di massime di vita (Hitchcock!) e sproloqui vari sul contenuto della puntata; l’ultima scena di ogni episodio è riservata a Stig che ci delizia con insulto al paese danese; nei sotterranei dell’ospedale due lavapiatti affetti dalla sindrome di Down discutono tra l’animato e il divertito sulle vicende dei piani superiori, alternando commenti che rivelano la loro inspiegata onniscenza rispetto alle storie narrate.
The Kingdom deve sicuramente qualcosa a Twin Peaks. Oltre all’attenzione per il paranormale, la serie di Von Trier ha in comune con la fortunata saga scritta da David Lynch un certo gusto per il mistero, la sconclusionatezza di alcune sue vicende1, l’alternanza di commedia e tragedia/orrore. Non si può non riconoscere che durante la scrittura di Riget – questo il titolo originale – il cadavere di Laura Palmer era ancora caldo e le influenze non si possono negare.
Purtroppo non ho reperito la versione originale con sottotitoli, perciò il doppiaggio potrebbe aver influito negativamente (!) nel giudizio. La seconda stagione per fortuna è disponibile in lingua originale con i sottotitoli italiani. Già godo al ricordo di alcune scene viste su Fuori Orario anni e anni fa.
A rileggermi mi rendo conto che possa sembrare una visione un po’ ostica e, beh, non lo è assolutamente. Certo, non ci si può aspettare fotografia “hollywoodiana” e confezione da blockbuster, ma il lato umoristico è molto presente e la storia scorre liscia liscia. Come sia possibile non so visto il modo in cui è stato scritto e girato il tutto. Un vero e proprio miracolo del montaggio. Insomma, a 15 anni tondi The Kingdom non è invecchiato per niente male, si ride dove c’è da ridere, ci si copre gli occhi dove si vede troppo rosso e si resta a bocca aperta per qualche svolta stupefacente. Ecco, stupefacente è l’aggettivo più adatto per Riget, prodotto della mente malata di un fottutissimo genio. Genio!
- seppure da lunghissimo tempo sia in programma una realizzazione del terzo e conclusivo capitolo della storia, ma dubito che arriverà mai, vista la morte di due attori protagonisti [↩]
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