Il Fatto Quotidiano
Pubblicato il | ottobre 22, 2009 | No Comments
Post che avrei dovuto pubblicare da qualche giorno, ma ho dovuto rimandare per cause di forza maggiore.
Domenica ho preso Il Fatto Quotidiano, finalmente. Come forse saprete, il quotidiano di Travaglio & co. non arriva in tutt’Italia ma solo in alcune zone ben selezionate. Ora che sono tornato in città dopo qualche settimana in Sardegna posso dire la mia.

Lo ammetto, sono partito con una serie di pregiudizi negativi mica da ridere: eccolì là i manettari, ecco il giornale dell’ IDV, ecco Berlusconi impresso a caratteri cubitali su ogni pagina… Ma andiamo a vedere:
della grafica ne ha parlato mezza internet, ma la mia la dico uguale: non fa schifo, e visto il profluvium (:D ) di critiche voglio sottolineare che la tanto vituperata diversità di caratteri anche all’interno della stessa pagina non è male e dà l’idea del foglio clandestino di controinformazione. Se questa è l’idea che volevano trasmettere, ci sono riusciti.
Passando ai contenuti: la prima pagina è quasi monopolizzata dal PresDelCons, sull’onda del servizio di Canale5 sul giudice Mesiano1 con l’articolone del direttore Padellaro e l’articolo di spalla di Marco Travaglio. A quest’ultimo si può dire tutto ma non che sul suo argomento forte non sappia e ricordi tutto, e qui mi sorprende ancora rivelandomi qualcosa che ancora non sapevo.
Nel ricordare tutti gli episodi di ritorsione mediatica che riguardano da vicino l’impero di S.B. cita la storia di Gianfranco Mascia, promotore nel lontano 1993 dei comitati BoBi (Boicotta Biscione). Dopo alcuni avvertimenti (anonimi, of course), nel Febbraio 1994 “viene aggredito da 2 uomini a volto scoperto che lo immobilizzano con il filo di ferro, gli otturano la bocca con un tampone e lo violentano con una scopa”.
All’istante l’immagine mi si è piazzata in testa e per una mezz’ora buona sono diventato un manettaro che neanche i leghisti del ‘93. Censuro i pensieri che mi sono passati in mente, ma sono facilmente intuibili. Ma con questo cosa voglio dire? Non lo so ma i fatti mi cosano…
Andando avanti si arriva in terza pagina, dove troviamo il retroscena di Luca Telese sul percorso del famigerato video in Mediaset, un illuminante pezzo di Peter Gomez sul declino del programma “Le Iene” voluto dall’alto a forza di censure, ma soprattutto le poche inquietanti righe firmate Marco Lillo che vi propongo qua sotto:
Bello eh? Ma continuiamo…
Più avanti si parla della “legge-cemento” approvata dal Consiglio regionale della Sardegna e l’ottimo Nando Dalla Chiesa racconta le condizioni dei traduttori giudiziari, dei loro 4 euro l’ora etc.
Dopo il paginone centrale su Montanelli si racconta della protesta di Madrid contro la nuova legge sull’aborto, delle indagini sulla mafia a Milano, ancora di Berlusconi con un articolo tradotto dal Washington Post, si spara contro Zeffirelli e il suo “imbarazzante omaggio a Roma”, si condanna il silenzio caduto su Calciopoli.
In fondo poi arrivano la prevedibile analisi quotidiana dei tg Rai, la rubrica di satira di Stefano Disegni, fino al gran finale con gli editoriali e la posta: spazio alle opinioni di Furio Colombo e Gianfranco “su menzus” Pasquino
Non tutti i pregiudizi sono stati sconfessati, anzi.
Gli argomenti sono i più prevedibili possibili: Berlusconi, Montanelli, giustizia, calciopoli, tv-quella-lì… Insomma, il Travaglismo in tutte le sue declinazioni. Mancavano Previti&Dell’Utri e il programma poteva dirsi completo. Dovrò tuttavia prenderlo ancora per confermare le mie teorie, o viceversa.
Questa non è però una stroncatura, IFQ è buono almeno come secondo quotidiano, non fatto per informarsi pienamente su tutto ciò che accade in un giorno -fatto più che normale, vista la giovane età del giornale e l’impostazione che gli è stata data. Su alcuni temi (sempre quelli lì) il livello è notevole, e per un utente che utilizza abbondantemente internet come mezzo d’informazione base (sull’essenziale delle notizie) IFQ può risultare un buon approfondimento sulle vicende giudiziarie e politiche del nostro premier e di tutti gli argomenti sopracitati, alimentando ahimè anche il proprio lato forcaiolo.
- colui che ha condannato Mediaset a pagare 750 milioni alla Cir di Carlo DeBenedetti, per chi vivesse su Marte o seguisse il Tg1 [↩]
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