Un’internet zeropuntozero per gli utOnti?

Pubblicato il | novembre 3, 2009 | 8 Comments

Titolo alternativo: Sei collegat’ a Intennét?

Disclaimer: il post non è dei più corti (mi son lasciato prendere) ma non fatevi ingannare, ché è lo spazio per le parole che è strettostrettostretto e la parte finale è la più caTZona. Spero di non aver sparato solo banalità, come qualcuno a suo tempo mi rimproverò, e per chi arriva alla fine ricchi premi e cotillons.

Roberto Venturini ha pubblicato su Apogeonline un articolo dal titolo esplicativo: “Internet? Dovrebbe essere più stupida”.

In pochi paragrafi spiega come chi ha “fatto” internet, chi ha progettato per anni applicazioni, software, servizi che sono serviti a migliorare la vita di centinaia di milioni di persone lo ha fatto pensando sempre e solo a un tipo di utente, sé stesso.

Mille complicazioni, sempre più funzioni e sempre più problemi e aggiornamenti. Questo è il motivo fondamentale per cui internet è un qualcosa per molti, ma non per tutti.

Come la mettiamo col restante 50% – numero che per quanto riguarda l’Italia è leggero ottimismo – che si tiene alla larga da questa scatola millefunzioni? Dovremmo dimenticare quelli che sono rimasti indietro?

Venturini propone di fare un passo indietro:

I criteri che adottiamo forse sono ancora troppo complicati per le persone (e sono tante) che non mettono i numeri in memoria del cellulare perché è un processo troppo complesso. E per un pubblico che, lo vediamo benissimo, ha pochissimo interesse per il web e al quale dobbiamo spiegarlo semplice semplice. Esagero: serve un web fatto a telecomando, quattro bottoni e basta, pochissime funzioni ma sostanziali. Un web più stupido che non richieda esperienza né “intelligenza” da parte dell’utente.

Facebook è l’ideale esemplificazione di questo concetto (una volta che sei registrato…): tutto semplice, tutto in una pagina, a prova di utOntO. Bello eh? Non tanto. Ho avuto modo di argomentare a suo tempo quale sia l’inutilità di Facebook nello sviluppo della rete e di quanto questo modo di vedere internet sia miope.

E’ proprio questo che non sopporto: avere l’intero controllo di tutte le funzioni riassunte in una pagina; il restringere all’interno di un solo servizio tutto ciò che serve (o sembra che) è solo in apparenza positivo. Se l’utente si avvicina a internet attraverso Facebook, non sarà grazie ad esso che espanderà i propri orizzonti, anzi lì confinerà in quella pagina in cui tutto viene appiattito e mentre il mouse scorre e scorre e scorre sembra di leggere sempre la stessa roba.

Così è FB e così sarebbe la rete col telecomando. Semplice, ma limitata. Questo è l’esatto contrario di ciò che è internet, o di quello che dovrebbe essere: un luogo aperto il cui uso dovrebbe avvicinare fisicamente il senso della parola “navigare”, attraversare un mare di informazioni avendo gli strumenti per non perdersi.

A questo punto l’omino del cervello starà chiedendo a sé ed idealmente al sottoscritto: ma l’utonto di cui si parlava prima? Lui mica ce li ha gli strumenti per navigare senza finire in Albania. E allora ben vengano Facebook, i suoi limiti e la sua interfaccia semplificata.

Non scherziamo ragazzi – e dico ragazzi perché tanto i nonni di qua non ci passano, presi come sono a memorizzare i numeri sul cellulare :) – , qui si parla di gente che crede ancora che Bill Gates regali soldi a chi condivide 15 volte una mail, ragazzi nel pieno delle loro facoltà mentali che si lamentano perché Facebook non è come ieri e non trovano più il tasto “manda un rutto a un amico” o “parla con dorro” (che detto tra noi, altro che Serena Dandini…).

Ci ritroviamo con una buona fetta di “nativi digitali”, gente che è più giovane del vecchio scassone in bianco e nero di quel vecchio nerd di JoeJoe – grazie a cui ho fatto il mio primo fuori pista a moto GP, ammirato Lara Croft in tutto il suo silicone e ammazzato un sacco di nazisti col sorriso sulle labbra 10 anni prima di Tarantino – che digita l’indirizzo di un sito su google, per non parlare di quelli che non ci provano proprio. Il fatto che questi ultimi non siano interessati al web non vuol dire che un domani non ne trarrebbero beneficio, e con loro l’intera società, per cui è essenziale trascinare dentro anche loro.

Dovremmo quindi creare una internet zeropuntozero, arrenderci alla “stupidità”1 tecnologica dell’allergico a internet? Siamo davvero così disillusi?

Sarebbe facile fare l’esempio di Google, che porta in qualsiasi destinazione con una semplicità disarmante, ma anche allargandoci, vedete voi sulla rete qualcosa di talmente complicato (parlo di servizi essenziali) che non possa capire mio cugino di 10 anni? Suvvia, non prendetemi in giro.

Il fatto è™ che si fa presto a fare dichiarazioni sulle “tre I”2 sui computer nelle scuole e balle propagandistiche. Facciamo entrare veramente la rete nelle scuole, nella testa della gente, persino di chi non sa memorizzare un numero in rubrica, ché questo è molto più facile (non scherzo… O SI?).

Internet doveva essere un motore per uno sviluppo ben maggiore di quello che vediamo, ipotesi ben lontana dal realizzarsi, ma c’è ancora tempo per rendere le infinite possibilità di questo mezzo la risorsa fondamentale per un salto di qualità nelle vite di tutti. Basta volerlo.

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  1. menti brillantissime non riescono a fare un accidenti con mouse schermo e tastiera, spero che capiate l’uso che voglio fare del termine []
  2. per gli smemorati: internet inglese e impresa []

Commenti

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8 Responses to “Un’internet zeropuntozero per gli utOnti?”

  1. pinux
    novembre 4th, 2009 @ 8:27 pm

    mmm…
    just, sul tema spesso dissentiamo (per fortuna). anche stavolta, pur essendo fondamentalmente d'accordo, avrei da opinare sul concetto di internet.
    appena posso ripasso e commento.

    zao

  2. JustAman911
    novembre 8th, 2009 @ 11:41 pm

    sto aspettando…

  3. steffy
    novembre 9th, 2009 @ 7:31 pm

    hey, volevo informazioni sulla suina li a bologna… come procede la diffusione del virus?dato che sarò da quelle parti mercoledì per il concerto..

  4. pinux
    novembre 9th, 2009 @ 9:19 pm

    eh caz, poco tempo caro just. sto postONE merita davvero una risposta approfondita ed articolata, ma davvero ora nn ce la faccio. anche se, alla fin fine, lo scambio di commenti (da antoniologia, come direbbe ghezzi/guzzanti) che abbiamo avuto in un mio vecchio post penso sia ancora attualissimo con questo, ripeto, postONE

  5. JustAman911
    novembre 13th, 2009 @ 9:41 am

    se non rispondo in ritardo non sono contento…
    come nel resto d'Italia c'è l'aumento dell'ultima settimana, ma niente più che una normale influenza stagionale.
    ma che concerto c'era?

  6. JustAman911
    novembre 13th, 2009 @ 9:44 am

    pensa che ho un altro commento a quel post già scritto ma che non ho più trovato. per la serie "potrebbe andare peggio, potrebbe piovere". e io che non pensavo che fosse una cosa di profondamente…acume.

  7. pinux
    novembre 16th, 2009 @ 9:29 pm

    hombre, questo fine settimana in sardegna ho comprato il Mucchio e ho letto un pezzo straordinario del solito Luca Castelli che risponde praticamente a questo post e pure a quell'altro ormai "famoso". Inutile dirti che il pezzo sembra scritto dal sottoscritto e che Luca Castelli la pensa esattamente come me. :)
    appena posso, se lo trovo, ti passo il pezzo. altrimenti trovatelo e arrangiati :P

  8. JustAman911
    novembre 18th, 2009 @ 11:32 am

    se riuscissi a fare una scansionedda sarebbe meglio, altrimenti mi toccherà arrangiarmi e fare un salto alla feltrinelli (a scrocco, sia chiaro :) )

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